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Origini del Culto

Nell’anno 1981, ricorrendo il 75° anniversario dell’incoronazione della nostra Patrona, il Comitato Festeggiamenti, presieduto da Nicola Aurilio, conferì al Dr. Giovanni Giudicianni l’incarico di ricercare le origini del culto della nostra protettrice e gli sviluppi che esso ha assunto nel corso della sua storia secolare.

Il Dr. Giudicianni, cittadino di Bellona residente oggi a Vitulazio, dopo accurate ricerche, diede alla luce un volumetto dal titolo

“ORIGINI e SVILUPPI del CULTO di MARIA SS. di GERUSALEMME”

venerata in Bellona, il cui contenuto viene qui di seguito integralmente trascritto:

dr. Giovanni Giudicianni 


Pubblicato il 21 aprile 1981, a cura del Comitato Festeggiamenti.

 
 

La presenza di un Ordine religioso sul Rageto, nonché il continuo ripetersi di fatti miracolosi incentivarono il culto di Maria SS di Gerusalemme.
Gli abitanti dei paesi vicini, tra cui Bellona (che verso la metà del XVI secolo era poco più di un villaggio, contando circa 800 abitanti) contribuivano, con questue e donazioni, alla manutenzione del monastero ed al mantenimento dei frati.
Ma l’atto di liberalità più famoso per le sue dimensioni e per le ripercussioni che ebbe sulla fisionomia del convento fu, senza dubbio, quello della duchessa Roberta Carrafa che nel 1585 donò ai Serviti 230 moggia di terreno coltivabile, per essere stata miracolosamente guarita da una paralisi alla gamba destra, sopravvenuta a seguito di una caduta da cavallo.
Infatti, col danaro proveniente dalla donazione della duchessa, il chiostro venne ampliato e divenne casa di studio. I lavori furono portati a compimento nel 1607, su progetto del famoso Ambrogio Attendolo, capuano, architetto di Filippo II.
L’originaria cappella (la Sancta Jerusalem) fu conservata intatta all’interno dell’edificio monasteriale. Tuttavia, colpita da un fulmine nel 1747, fu rifatta ed inserita nel corpo dell’edificio, come si presenta allo stato attuale. E fu in quella occasione che l’Immagine della Vergine venne portata più addietro e collocata più in alto, ridotta a figura di medaglione circondato da una raggiera di legno dorato con ai lati due angeli che le sorreggono sul capo la corona reale.

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