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  La Storia di Maria SS. di Gerusalemme
 
 
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Gruppo Ufficiale Festa di Bellona
Sintesi della Storia
di Maria SS. di Gerusalemme

Approssimandosi la Festa Centenaria 2006, il Comitato Festeggiamenti, per meglio far conoscere i fatti legati al culto di Maria SS. di Gerusalemme, e per spiegare il significato della prossima celebrazione centenaria, ha ritenuto cosa giusta riepilogare "per data" ogni momento dell'evolversi del culto, a partire dalla costruzione della Cappella sul Convento, la "Sancta Jerusalem".

 
Costruzione della Cappella sul monte Rageto, la "Sancta Jerusalem" ad opera di Riccardo II, principe di Capua e proprietario del monte, alla fine della Crociata per la riconquista della città santa di Gerusalemme.
 
Priamo Marra, bellonese, fa restaurare la cappella sul monte Rageto, oramai in rovina, e vi fa dipingere, sulla parete sinistra, una Madonna che sostiene con la mano destra un Bambino e con la mano sinistra una Croce.
 
Antonia Fusco, la pastorella di Bellona.
La Santa Jerusalem sul monte Rageto è stata sempre al centro di vicende alternate. Edificata nel 1099 e dimenticata nel tempo, dopo il restauro e la nascita del dipinto di Priamo Marra nell’anno 1419, la Chiesa era nuovamente caduta in abbandono. “In questo anno 1534 piacque alla Vergine cavare dalla dimenticanza e circondare di gloria quella immagine e quella Chiesetta”. La Vergine, perciò, andò in sogno per due volte alla pastorella chiedendole di rivelare ai Bellonesi il luogo esatto dove si trovava la sua Chiesetta, oramai coperta di spine e grossi alberi. Ma la pastorella, iraconda, linguacciuta e poco credente, “stimandosi indegna di questa grazia”, non parlò. La Madonna, allora, “comparsale in sonno per la terza volta e, ripresala per la sua taciturnità”, la fece divenir muta. Tutti si meravigliavano del comportamento di questa donna che, da sempre chiacchierona, non parlava più. Dopo circa un mese la Vergine, “comparsale di bel nuovo, le concesse la favella e le comandò di rivelare quella Sacra Chiesa”. Stavolta la pastorella obbedì e rivelò l’accaduto ai coniugi Angelo Milano e Morgana Rocco, che cedettero e divulgarono la notizia. E così la Chiesetta ritornò al culto dei fedeli.
 
Esaminando il libretto del canonico bellonese Raffaele Marra, pubblicato nel 1879 e ristampato nel 1903, (approssimandosi la festa centenaria per la erezione della Statua della Madonna nell’anno 1906), si apprende dei numerosissimi fatti prodigiosi (grande sfoggio di meraviglie) attribuiti alla Madonna S. M. di Gerusalemme. Nelle pagine 166 alla 169, si legge: L’anno 1548 va segnalato nei fasti di S. Maria di Gerusalemme per grande sfoggio di meraviglie. Di che rimane il seguente attestato: “A.D. 1548. Noi, procuratori del Rev. Capitolo e Venerabile Ecclesia in Jerusalem del prefetto, facciamo fede come ai giorni passati e soprattutto al 25 del passato mese di aprile la Signora di là, Madre gloriosa del nostro Signore G. C., per virtù, bontà e misericordia del suo figliuolo, ha dimostrati miracoli infiniti. Al predetto dì donò sanità a due persone, uno figliuolo di S. Etimo (forse Sant’Antimo) il quale era storpio di un braccio e di un piede, l’altro della Baronia storpio della gamba. Dappiù ai 28 di detto mese, la notte seguente sanò tre: due uomini uno di S. Lorenzo di Cerreto, storpio del braccio e del piede, ed una figliuola della città di Calvi, storpia del braccio e del piede. Ai 20 sanata una donna di Arnone, storpia di una gamba e coscia. Ed altri miracoli di varie infermità di ciechi e muti, secondo appare per informazione pigliata per il Rev Vicario di Capua ed il presente governatore di detta Città ed Eletti. Ed in fede io Promicerio Panfilo Mollo in persona del predetto Capitolo per i miracoli apparenti da dì in dì, faccio fede”.
Appartengono pure a questo anno i miracoli seguenti, estratti dagli Annali dei Serviti.
I – 1548, Francesca di Angeletta, napoletana, da quindici anni cieca ed attratta, facendo voto alla B.V.M. restò libera dall’una e dall’altra infermità.
II – 1548, 28 maggio. Giovan Francesco Spagnolo avendo un braccio impedito ed essendo gravemente ammalato, recatosi con molta fede e devozione al tempio di S. M. di Gerusalemme, posto appena piede sul limitar del Santuario, si sentì guarito.
III – 1548, 4 giugno. Cristoforo Trivianus della famiglia di Deda sordo e muto dalla nascita, fatto il voto, appena entrato nella chiesetta della B. V. M. acquistò udito e favella.
Donde si scorge con quanta ragione nell’istrumento del 24 aprile 1549 si poté asserire che nei mesi passati il Signore Iddio avea fatto molte meraviglie ad intercessione dela B. V. disciogliendo aridi, illuminando ciechi, liberando muti e guarendo altri parecchi da infermità.
Per tali fatti, il Clero ed il popolo di Capua decisero di chiamare una famiglia religiosa al culto ed alla custodia della Miracolosa Immagine e scelsero i Servi di Maria.
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In sui primi dell’anno 1549 i Capuani scrivevano al P. Generale dei Serviti Fr. Agostino d’Arezzo dimorante in Bologna richiedendolo d’un buon oratore per la prossima quaresima ed offrendogli la Chiesa di S. M. di Gerusalemme allato a cui desideravano edificare un convento.
Il Generale il 27 gennaio 1549, annunziava ciò al Padre Feliciano Capitono da Narni, residente a Firenze, e lo incaricava dell’uno e dell’altro affare.
Questi raggiunse Capua, vi tenne le prediche di tutto il periodo quaresimale, concordò i termini per l’affidamento della Cappella sul Rageto e il giorno 23 Aprile 1549, Martedì in Albis, chiuse il corso delle prediche con una così intensa lode verso S. M. di Gerusalemme che, al termine, i Capuani salirono in processione sul Rageto per rendere onore alla Vergine miracolosa, forse accompagnati dallo stesso padre Capitono che, il giorno successivo, 24 aprile, doveva stipulare l’atto ufficiale di accettazione della donazione della Chiesetta.
E così, il 24 aprile 1549, mercoledì in Albis, presso il pubblico Protonotario Apostolico Giovan Battista Damiani, alla presenza dei rappresentati del Capitolo, di Mons. Donato De Laurentis per la Curia, di Antonio Di Simone Sindaco di Capua e di fr. Feliciano Capitono per l’Ordine dei Servi di Maria, fu disteso l’istrumento col quale si cedeva dal Capitolo a’ PP. Serviti la Chiesa di S. M. di Gerusalemme con 25 moggia di terreno, dotazione del chiostro da edificarsi colà sopra.
Quella del 23 aprile 1549, può considerarsi la prima processione del Martedì in Albis.

 
Ma la lunghissima serie di fatti miracolosi non finisce qui. Don Raffaele Marra, nelle pagine successive del suo libro, esattamente dalla pagina 200 alla 219, ne elenca dettagliatamente, moltissimi, rilevandoli dagli annali dei Serviti, riportando per ognuno la data esatta, il nome della persona e la sua provenienza.
Il primo di questo elenco si verificò il 10 maggio del 1550 e donò la vista a Marco Valle di Bellona.
Gli ultimi due si verificarono nell’anno 1878 e riguardano:
- Francesco D’Onofrio di Bellona che, il Martedì in Albis guarì da una violenta influenza che lo dava per spacciato;
- Natale Prestieri di Capua che, nel mezzo di una tempesta in mare, chiese ed ottenne che le acque si calmassero.
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Il giorno 10 marzo, per mano del notar Aniello di Martino, la duchessa di Maddaloni Roberta Carrafa, nata nel 1510, per gran devozione sia verso i Serviti che verso il Monastero della "Sancta Jerusalem", dona al convento una partita di 230 moggia di terreno coltivabile.
 

La donazione provoca una forte accelerazione nei lavori di costruzione del Convento, la cui struttura viene realizzata senza minimamente toccare la preesistente Chiesa che viene inglobata all'interno della nuova struttura.

 
I lavori di costruzione del Convento hanno definitivamente termine, come confermato da una incisione esistente sulla porta rustica.
 
Come voluto dalla duchessa Carrafa, presso il piano superiore del monastero viene istituito lo studentato.
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Il Gesuita Francesco Giorgio crea, nella cappella di San Michele presso la chiesa di Bellona, la Congregazione di San Michele Arcangelo.
 
La chiesa sul Rageto, "la Sancta Jerusalem", viene danneggiata da un fulmine. I lavori di restauro portano anche alla modifica della cappella che viene allungata e l'immagine della Madonna, dalla parete sinistra, viene spostata sull'altare maggiore.
 
I Bellonesi, grati alla Vergine per essere scampati al terremoto del 26 di luglio, vollero che si scolpisse una statua in legno. E così, il 27 dicembre 1805, fu stipulato con il Priore del Convento un accordo notarile in base al quale la statua sarebbe rimasta sul monte Rageto e che ogni anno, prima di Pasqua, con consenso del Priore, sarebbe stata trasportata nella chiesa di Bellona per ritornare al monastero, in processione, il Martedì in Albis.
 
La statua, che riproduce il quadro fatto dipingere da Priamo Marra e rappresenta la Madonna seduta su una roccia che simboleggia il monte di Gerusalemme, è finalmente pronta e, dopo essere stata benedetta in Capua la sera del mercoledì santo, anzicché sul Rageto, viene portata a Bellona perché i Padri Serviti che, per motivi politici, erano stati costretti a lasciare il Convento, dimoravano presso la casa canonica di Bellona. Quando i monaci poterono tornare al Convento, vi portarono anche la statua.
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Il 7 agosto furono dichiarate sciolte le congregazioni religiose ed i Serviti dovettero lasciare definitivamente il Convento.
 
La statua, dopo una breve contesa con gli abitanti di Pontelatone, viene definitivamente portata a Bellona dove viene collocata in una nicchia di legno sulla quale si leggeva questa scritta: spes nostra, salve - A.D. 1810.
 
Nella navata sinistra della chiesa di Bellona viene costruita una nuova nicchia della Madonna ai cui piedi viene spostato anche l'altare maggiore che era stato costruito 10 anni prima, nel 1832.
 
Alla campana maggiore di Bellona, il campanone, come risulta dalla iscrizione scolpita nel sacro bronzo, viene dato il nome di S. Maria.
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Vengono stampate, per Pasqua, una serie di preghiere speciali ed una canzonetta popolare che nel 1903 ottengono l'approvazione ecclesiastica.
 
La congrega di San Michele Arcangelo, fondata nell'anno 1760, fa costruire la chiesa di San Michele in via XX settembre, nei pressi della piazza Umberto I°.
 
Il tabernacolo della Madonna, costruito nel 1842, viene interamente ornato con marmi particolari a devozione della sig.ra Clementina Marra.
 
In data 22 marzo, viene benedetta la Congrega di Maria SS di Gerusalemme, creata dal signor Secondino Filaccio di Bellona.
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Il bellonese Raffaele Marra, poiché i suoi concittadini si apparecchiavano a celebrare la festa centenaria della Madonna di Gerusalemme, cura l'aggiornamento e la ristampa di un racconto intorno alla nostra Madonna che intitola: "Bellona e Maria SS di Gerusalemme, venerata in Bellona" dal quale sono state attinte la gran parte delle notizie qui pubblicate.
 
Il culto sempre crescente della Vergine di Gerusalemme ottenne il riconoscimento del Capitolo Vaticano e così, mentre il popolo si accingeva a celebrare il centenario della statua della Madonna, costruita nel 1806, arrivò la notizia della incoronazione. La incoronazione avvenne il 17 aprile - martedì in Albis - in località Monticello, dove la statua, che scendeva dal Convento in cui era stata per otto giorni, si incontrò con la folla dei fedeli i quali, in processione solenne, la accompagnarono in chiesa. Alle cerimonie liturgiche della festa centenaria del 1906 prese costantemente parte la "Schola Cantorum" di Lanciano, diretta dal maestro De Rubertis il quale musicò il testo della canzone "O Jerusalem Caelestis", diventato poi l'inno della nostra Protettrice.
 
Nel luogo dell'incoronazione, sul Monticello, i bellonesi costruiscono un monumento con una lapide a ricordo dell'eccezionale evento che vide la doppia incoronazione della Madonna e del Bambino.
 
Un incendio nella chiesa arcipretale, nella notte tra il 5 e 6 ottobre, in piena guerra mondiale, distrugge la statua della Vergine e quella di San Secondino.
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24 aprile, lunedì in Albis, in piazza Umberto I°, arriva la nuova Statua, quella attuale, scolpita dal prof. De Luca di Napoli.
 
Il Convento viene distrutto da un bombardamento degli Alleati, erroneamente convinti che ivi avesse sede il comando militare nazista.
 
Il 17 luglio, approssimandosi la ricorrenza del 50° anniversario dell'incoronazione, i bellonesi vengono invitati dall'arciprete Alfredo Cantiello a contribuire alla ricostruzione della Sancta Jerusalem.
 
La statua della Madonna, nella settimana santa, per la ricorrenza del cinquantenario dell'incoronazione, viene portata sul Rageto all'interno della Chiesa, appena ricostruita.
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La struttura conventuale viene acquistata dal sig. Mario Chiari che, per impedire ai Bellonesi di continuare ad esercitare il culto, inizia una serie di vertenze.
 
Il popolo di Bellona provvede al restauro del Campanile della Chiesa Arcipretale e la sera del Sabato Santo le campane, mute da tempo, riprendono finalmente a suonare con l'annuncio della resurrezione di Cristo.
 
Il Comitato Festeggiamenti organizza la celebrazione speciale del 75° anniversario della incoronazione della Madonna la quale, dopo una commemorazione sul Monticello effettuata il Lunedì Santo, viene portata con gran presenza di popolo sul Monte Rageto da dove, la mattina del Sabato Santo, scende a Triflisco e, sempre in processione, percorrendo via Ferranzano e via Platani, rientra a Bellona la sera del Lunedì in Albis.
 

Celebrazione di ben due eccezionali avvenimenti:
- il secondo centenario della nascita della statua di Maria SS di Gerusalemme, scolpita nel 1806.
- il primo centenario della incoronazione della Madonna e del Bambino, riconosciuta dal Capitolo Vaticano, per la gran fede verso la Vergine, nell'anno 1906.


Possa Maria SS. di Gerusalemme,
a Pasqua 2006
benedire ancora una volta
la sua Bellona
dall'alto del suo Monte,
il monte Rageto,
il monte di Gerusalemme.

 
Giovanni CARUSONE

Segretario del Comitato Festa
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